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Cose da Vedere




Il Museo del Bargello e il David di Donatello

Il Museo Nazionale del Bargello è uno dei più importanti musei italiani e ospita capolavori di Michelangelo, Ghiberti, Cellini, Giambologna, Ammannati .

Il Palazzo del Bargello, detto del Popolo, fu iniziato nel 1255 da Lapo Tedesco su progetto di Giorgio Vasari. Intorno alla metà del trecento divenne sede del Podestà.

Con l’ascesa al potere della famiglia Medici, fu utilizzato prima come sede del Consiglio di Giustizia e dei Giudici di Ruota e dal 1574 sotto il potere del duca Cosimo I de’ Medici venne adibito a carcere e provvedeva anche ad eseguire le condanne capitali.
Nei tre secoli in cui il palazzo venne utilizzato con carcere, nel cortile vennero murati gli archi del loggiato, le sale più spaziose vennero suddivise con dei tramezzi per ricavarne un maggior numero di celle e furono coperte le decorazioni e le pitture.
Intorno al 1859 il carcere venne trasferito alle Murate e si iniziò l’opera di restauro del Palazzo. L’incarico venne affidato a Francesco Mazzei, il quale cercò di ripristinare il suo antico aspetto recuperando e rifacendo ex novo gli aspetti architettonici della struttura.

Nel 1865 venne inaugurato il Museo Nazionale del Bargello: al piano terreno vennero allestite le sale dedicate alle armi con oggetti provenienti dall’armeria medicea e alcune sale dedicate alla scultura del quattrocento e cinquecento.
Nel primo piano vennero inserite le sculture provenienti dal Salone del Cinquecento di Palazzo Vecchio.
Successivamente dalla Galleria degli Uffizi giunsero le collezioni di arti applicate: cere, ambre, bronzetti e tanto altro e in seguito una buona parte verrà trasferita al Museo degli Argenti.
Durante la violenta alluvione del 1966 il Palazzo ha subito dei gravi danni con conseguente spostamento di alcune opere e di rammodernamenti nella struttura.
Nel 2006 durante il normale orario di apertura è stato commesso il furto di tre gioielli antichi appartenenti alla sezione islamica del Museo.

Una delle sale più importanti del Museo è quella dedicata a Michelangelo Buonarroti. La sala venne inizialmente adibita alla racconta di armi appartenenti alla famiglia Medici, ma dopo l’alluvione venne nuovamente imbiancata e Luciano Berti decise di dedicarla alla scultura cinquecentesca, con opere provenienti dalla Galleria degli Uffizi. Tutt’oggi, la parete presenta un solo affresco di Giotto raffigurante la Madonna con il bambino.
Sono contenute al suo interno le opere di età giovanile di Michelangelo, è presente il Bacco e la sua prima opera a tutto tondo eseguita a 22 anni con soggetto profano, rarissimo, in quanto l’artista verrà travolto da una profonda religiosità.
Un’altra sala di rilevante importanza è quella dedicata a Donatello. Venne restaurata tra il 1857 e il 1865, decorata con finti affreschi e allestita in occasione del quinto centenario della nascita di Donatello con le sue sculture sistemate secondo una corretta simmetria.
Tra i capolavori contenuti troviamo il San Giorgio, proveniente da Orsanmichele, il Marzocco (leone in pietra serena che poggia la zampa sul simbolo di Firenze). Ma ciò che più attira l’attenzione dello spettatore è il celeberrimo David.

IL DAVID DI DONATELLO al Museo del Bargello
Il David, o Mercurio, è una scultura in bronzo realizzata da Donatello nel 1440. Dai tempi dell’Antica Roma è il primo rilievo a tutto tondo di un nudo.
Venne probabilmente realizzato per il cortile della residenza Medici, riconducibile agli anni 40 del quattrocento, periodo in cui lo scultore lavorò per la famiglia.
Intorno alla fine del quattrocento, in occasione della seconda cacciata dei Medici, la statua venne spostata a Palazzo Vecchio come simbolo della libertà repubblicana.
Tornata in mano a Cosimo I de’ Medici nel 1555 circa, venne collocata in una nicchia esterna del Palazzo, poi nel secondo cortile e infine nella stanza dedicata al guardaroba.
Inizialmente venne inserita nella sala dedicata alle sculture moderne della Galleria degli Uffizi e in seguito spostata al Museo del Bargello dove è presente tutt’oggi.
La statua riporta attributi biblici, come la testa di Golia ai piedi del David, il trionfo della ragione sulla forza bruta e sull’irrazionalità. Ci sono elementi riconducibili al Dio Mercurio come i calzari alati.
L’uomo è raffigurato in piedi, con un cappello decorato da una ghirlanda di alloro. I capelli sono sciolti e lunghi, il volto è rivolto verso il basso con uno sguardo assorto. Il corpo è totalmente nudo ad eccezione del calzari alati che lo coprono fino al ginocchio. È mollemente appoggiato sulla gamba destra, mentre la sinistra poggia sulla testa del suo nemico sconfitto.
Il corpo rappresentato è quello di un giovane con una postura fiera e disinvolta. Nella mano destra tiene la spada rivolta verso il basso, mentre la mano sinistra è appoggiata dietro il fianco e nasconde il sasso con cui ha colpito il nemico.
Donatello da un’interpretazione molto raffinata alla figura umana. Il corpo del David è rappresentato in tutta la sua perfezione e la potenza è data dall’inclinazione della testa, il piede leggermente rialzato e la posizione della spada.
Il suo sguardo non è solo pensieroso: guardandolo attentamente trasmette una sensazione di superiorità e malizia tipica degli adolescenti, e la consapevolezza della grande impresa che ha appena compiuto.
Ruotando intorno alla scultura si scoprono sempre nuovi dettagli che rendono armoniosa l’immagine. Donatello riesce a dare una grande importante anche a Golia, si nota la forte attenzione ai dettagli data dalla barba e dalla decorazione dell’elmo.

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